Ideali e concetti filosofici furono ampiamente utilizzati dalla propaganda nazista per spronare gli animi dei tedeschi e dare così valore solenne al movimento nazista.
Emblematico il fatto che taluni ufficiali nazisti portassero la Repubblica nello zaino. Questo testimonia il successo del tentativo nazista di "recuperare" propagandisticamente Platone alle proprie idee.
E Fichte? I suoi Discorsi alla nazione tedesca, esaltando i tedeschi come l'incarnazione dell'Urvolk, popolo integro e puro, hanno costituito un testo-chiave dello sciovinismo germanico, che ha trasformato la fichtiana supremazia spirituale in una supremazia di razza e di potenza, culminata nel disprezzo per le razze e nel feroce antisemitismo.
I nazisti riescono a tessere quella trama ingannevole che consentì loro di farsi portavoce e difensori della loro razza superiore, riprendendo anche l'hegeliano concetto di stato.
Per Hegel, lo stato è la più alta rivelazione dello spirito universale ed ha un diritto supremo nei confronti dell'individuo, ed è soprattutto in questo senso che il suo pensiero venne strumentalizzato per la formazione ideologica del Terzo Reich. Di certo, poi i tedeschi si sono adoperati per avvalorare l'hegeliano concetto di coscienza infelice, ovvero quel destino d'infelicità che per il filosofo è toccato in sorte agli Ebrei, con ogni genere di atrocità.
Ad ogni modo il filosofo che venne maggiormente strumentalizzato fu Wilhelm Frederich Nietzsche.
Manipolazioni e false interpretazioni hanno così stravolto il pensiero filosofico, distorcendo teorie che in realtà nulla hanno a che fare con l'ideologia nazista.
Il naziolsocialismo fu condannato in ogni sua pretesa di verità nell'opera Le origini del totalitarismo della filosofa Hanna Arendt, ove stalinismo e nazismo vengono riconosciuti come fenomeni con atteggiamenti analoghi, per la prima volta.
In queste pagine vibra così fortemente un trasalimento, un dolore profondo davanti all'infamia nazista e nitida è l'immagine dell'orrore e dell'atroce sofferenza provata per lo sterminio di più di sei milioni di esseri umani.
Teresa Giordano